domenica, 29 marzo 2009
LO CHIAMAVANO TRINITA' (Italia, 1970)
Regia di E.B. Clucher (Enzo Barboni)
Con
Terence Hill (Mario Girotti) e
Bud Spencer (Carlo Pedersoli)
Trama: Trinità (Hill), un pistolero indolente e scanzonato, convince il fratello Bambino (Spencer) ad aiutare una comunità di mormoni, le cui terre fanno gola al malvagio maggiore Harrison: tra pistolettate, scazzottature e geniali astuzie tutto si risolverà per il meglio. (Dal
Mereghetti)
Per chi è cresciuto negli anni 80 come me e ha quindi potuto godere nella sua infanzia delle gag della collaudatissima coppia Bud Spencer & Terence Hill, questo film è un caposaldo assoluto. Non solo è una delle pellicole più riuscite e divertenti tra tutte quelle interpretate dai due attori, ma è anche quella che ha sancito il successo della coppia e che ha contribuito a cambiare profondamente la concezione del western italiano, prima un po' troppo legato al modello americano, arricchendolo di uno stile e tematiche proprie, ridanciane e positive.
Chi non ricorda l'esilarante scena iniziale in cui Trinità letteralmente divora in maniera poco fine un intera padella di fagioli? Davvero eccezionale. Ebbene, ho cercato di ricreare la ricetta e sono venuti una delizia: uno di quei piatti caserecci che danno un sacco di soddisfazione al palato!
FAGIOLI WESTERN
Ingredienti
1 scalogno;
1 spicchio d'aglio;
2 salsicce;
1 scatola di fagioli cannellini;
1 bicchiere di vino bianco;
polpa di pomodoro;
olio extravergine d'oliva:
sale e pepe:
peperoncino tritato o macinato (facoltativo);
rosmarino tritato;
fette di pane casereccio per accompagnare.
Preparazione
Rosolate lo scalogno tritato grossolanamente e lo spicchio d'aglio schiacciato (che poi toglierete) nell'olio in una padella capiente. Aggiungete la salsiccia tagliata a pezzetti e rosolarla, poi aggiungete i fagioli e sfumate con il bicchiere di vino bianco. Quando il vino è evaporato, aggiungete la polpa di pomodoro. Salate, pepate e aggiungete il peperoncino se vi piace il piccante (a me sì, ma già lo sapete). Cuocete per altri 5-10 minuti (regolatevi, non deve asciugarsi troppo) e verso la fine aggiungete il rosmarino tritato. Servite con fette di pane casereccio, perchè bisogna assolutamente fare scarpetta!!!
domenica, 29 marzo 2009
Il pre-appetizer è un antipasto molto molto piccolo, giusto un bocconcino per invogliare, per questo le dosi sono minime!
Ingredienti (per 2 persone)
1 fetta di pane in cassetta;
olio d'oliva;
1 uovo;
1 pizzico di melanzana a dadini molto piccoli;
1 pizzico di cipolla bianca a dadini;
sale e pepe;
salvia sbriciolata.
Preparazione
Sbattere l'uovo in una ciotolina mescolandolo ad un paio di foglie di salvia sbriciolate. Aggiungere i dadini di melanzana e cipolla. Far dorare la fetta di pane (voltandola da ogni lato) nell'olio in una padellina. Quando è calda, versare sopra l'uovo spargendolo in modo omogeneo sulla fetta di pane e intorno. Quando sotto è cotta, girare la frittata aiutandosi con la spatola. Dopo qualche secondo, rivoltare e servire, tagliandola in 4 parti.
Musica abbinata:
sabato, 14 marzo 2009

Ingredienti
3 o 4 zucchine;
1 porro;
prezzemolo fresco tritato;
1/2 cucchiaio di erba cipollina;
1 cucchiaino di maggiorana;
1 o 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva;
1 scatoletta di tonno;
125g di ricotta;
sale;
1 confezione di pasta sfoglia pronta da 230g
Procedimento
Lavare e tagliare in pezzi piccoli sia le zucchine che il porro. Metterli in una pentola insieme all'olio, l'erba cipollina, il prezzemolo, la maggiorana e 1 litro d'acqua circa. Aggiustare di sale e cuocere a fuoco moderato finchè l'acqua non si asciuga. Quindi far raffreddare il composto e aggiungere il tonno (scolato) e la ricotta mescolando bene.
Preriscaldare il forno a 200 gradi. Stendere in una teglia la pasta sfoglia lasciando che una parte dei bordi fuoriesca. Generalmente la pasta sfoglia già pronta viene venduta già corredata di carta forno, quindi non c'è bisogno di ungere la teglia. Punzecchiare il fondo con una forchetta e versare il composto. Ripiegare i bordi della pasta a coprire (non importa se non copre tutto) e infornare per 30 minuti (controllare, comunque, che la pasta assuma un colore dorato).
Musica abbinata:
giovedì, 19 febbraio 2009
L'haiku è un componimento poetico di tre versi caratterizzati da 5, 7, 5 sillabe. Creato in Giappone nel secolo XVII, deriva da un altro componimento più lungo di 2 versi, il tanka. Sul Miocardio ne avevo già parlato a proposito di Matsuo BashĹŤ, uno dei maggiori esponenti del genere. È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura e le sue stagioni. Quello che colpisce dell'haiku è l'estrema immediatezza dell'immagine e la grande capacità evocativa. Forse, proprio la sintesi che lo caratterizza, unita alla mancanza di congiunzioni e la bellezza folgorante di tre versi apparentemente slegati fra loro, è ciò che rende questo genere poetico così affascinante e suggestivo.
In questa sede vi propongo un modo per assaporare la bellezza folgorante degli haiku accompagnandone la lettura con il piacere dato dal gusto inebriante delle fragole e del cioccolato.
Non serve certo possedere la cioccolateria per godere di quella semplice prelibatezza costituita dalle fragole intinte nel cioccolato fuso. Basta prendere una tavoletta di cioccolato fondente (o al latte, se preferite) e scioglierla a bagnomaria (la casseruola col cioccolato spezzetato va posta sopra un'altra casseruola contenente acqua, a castello, per così dire). Poi basta fissare ogni fragola ad uno spiedino di bambù e intigere.
Cade una foglia di paulonia -
perchè non vieni
nella mia solitudine?
(Matsuo BashĹŤ)
Una fragola...
Languore d'inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento
(Matsuo BashĹŤ)
Un'altra fragola...
L'allodola
del mio villaggio: non la vedo
ma so che canta
(Kobayashi Issa)
Un po' di succo tinge le labbra...
Vapori:
nella luce della lua
un inizio di primavera
(Kobayashi Issa)
Una fragola ancora...

domenica, 15 febbraio 2009
Purtroppo, a causa di uno (spero) temporaneo calo delle prestazioni del mio computer (infatti ora non sto usando il mio), il menù di San Valentino vi viene presentato con un giorno di ritardo. Probabilmente è stato un bene, visto che così ho potuto sperimentare le mie ricette prima di scriverle qui e, in ogni caso, potrà tornare utile per l'anno prossimo e/o per qualsiasi altra occasione romantica.
Ho cercato di creare un menù semplice da realizzare, approfittando di alcuni tra i molti ingredienti che vengono comunemente considerati afrodisiaci (spezie, crostacei, uova di lompo, peperoncino, cioccolato, ecc.) e strizzando l'occhio alla tradizione veneziana. Ovviamente le dosi sono per due! ;)
DRINK
Cocktail Miocardio
l'unico, il solo, l'originale! ;))

Mettete in uno stampino per il ghiaccio a forma di cuore una miscela di acqua e sciroppo d'amarena. Quando i cubetti sono pronti, metteteli nel bicchiere con della vodka. Guarnite con tre petali di rosa incastonati in un bastoncino, così, mentre berrete, sentirete contemporaneamente il suo buon profumo!
ANTIPASTI
Tartine con uova di lompo

Con uno stampino per biscotti a forma di cuore (ovvio...) ritagliate le tartine nel pane ai 5 cereali. Spalmate su ognuna del burro e metteteci sopra una fettina di ravanello e un cucchiaino di uova di lompo.
Granseola alla veneziana

Lessate due grancevole intere in abbondante acqua salata. Quando saranno pronte, scolatele, togliete le zampe, svuotatele e unitele alla polpa che staccherete dal guscio (conservando intatto il "corallo" che è la parte più pregiata). Distribuite il composto nei due gusci su un letto d'insalata e conditelo con pepe, olio d'oliva e prezzemolo fresco.
PRIMO PIATTO
Spaghetti con bianchetti

Lavate bene 100 g di bianchetti (novellame delle acciughe) e trasferiteli in una ciotola con del peperoncino tritato, un pizzico di sale e un cucchiaio d'olio e lasciate insaporire in frigorifero. nel frattempo cuocete gli spaghetti e fate rosolare in una padella 1 scalogno tritato, poi aggiungete pomodorini datterini tagliati a metà e cuocete per 5 minuti. Quindi unite i bianchetti e altro peperoncino, a seconda dei vostri gusti. scolate gli spaghetti al dente e passateli in padella con il condimento. Eventualmente, spolverate di prezzemolo fresco tritato.
SECONDO PIATTO
Filetti di platessa impanati
su un letto di zucchine e pancetta
Mettete in ammollo in una ciotola con del latte 4 filetti di platessa. In un'altra ciotola preparate l'impanatura con una miscela di farina, pan grattato, 1 cucchiaino di timo (ridotto in polvere con un mortaio) e 1 cucchiaio di prezzemolo tritato. Tragliate 2 zucchine a strisce e grigliatele (salando e pepando), quindi grigliate 4 fettine di pancetta. Disponete poi le zucchine a raggera nei piatti e al centro mettete 2 fette di pancetta in ognuno. Impanate i filetti di platessa e cuoceteli in padella con un filo d'olio (salando e pepando). Quando saranno dorati da entrambe le parti, ponetele sopra le fette di pancetta. Servite con contorno di insalata mista.
DOLCE
Torta al cioccolato

Ingredienti:
130 g di mandorle tritate;
130 g di burro;
4 uova;
1 cucchiaio di cacao amaro;
130 g di cioccolato fondente;
100 g di zucchero;
30 g di fecola di patate;
1 cucchiaino raso di lievito per dolci;
1 presa di sale;
granella di zucchero vanigliato;
burro e farina per lo stampo.
Montate il burro con lo zucchero, incorporate i tuorli e, continuando a lavorare con le fruste, aggiungete la fecola e illievito setacciati, il cacao (lasciandolo scendere da un setaccino), le mandorle tritate e il cioccolato fondente (precedentemente fuso a bagnomaria). Alla fine, unite con con delicatezza gli albumi montati a neve con una presa di sale e versate tutto il preparato nella teglia precedentemente imburrata e infarinata. Livellate con cura la superficie e infornate a 170° per 45 minuti circa. Quando è pronto, spegnete il forno, aprite un po' lo sportello e lasciate riposare il dolce qualche minuto prima di estrarlo. Poi cospargetelo con la granella di zucchero vanigliato.
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mercoledì, 11 febbraio 2009

Al Conrad Maldives Rangali Island, prestigiosissimo hotel alle Maldive, è possibile cenare gustandosi non solo raffinati manicaretti, ma anche lo splendido scenario dell'Oceano Indiano... da sotto.
Il Mandhoo Spa Restaurant, infatti, situato a 100 metri dalla costa e a 5 metri sotto il mare offre la possibilità di ammirare a 360° la vita marina senza il bisogno di indossare mute da sub, ma stando seduti tranquillamente sorseggiando champagne.
Un'esperienza sicuramente mozzafiato, ma di certo non per tutte le tasche.
(immagine e segnalazione da Kiwi Collection)
lunedì, 09 febbraio 2009
Il Volo dell'Angelo
Tipica del Carnevale veneziano è la manifestazione del Volo dell'Angelo. La sua origine risale ad un’edizione del Carnevale della metà del 1500, durante la quale, tra i vari spettacoli organizzati in città, fu realizzato un evento straordinario che fece molto scalpore: un giovane acrobata turco riuscì, con il solo ausilio di un bilanciere, ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando, nel frastuono della folla sottostante in delirio, sopra una lunghissima corda che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta. Nella discesa, invece, raggiunse la balconata del Palazzo Ducale, porgendo gli omaggi al Doge.
Dopo il successo di questa spettacolare impresa, chiamata Svolo del turco, l’evento, che solitamente si svolgeva il Giovedì Grasso, fu richiesto e programmato come cerimonia ufficiale anche per le successive edizioni, con tecniche simili e con forme che con gli anni subirono numerose varianti, fino ad arrivare alla nota forma dell'uomo dotato di ali ed appeso con anelli alla corda, issato e fatto scendere a gran velocità. Da qui si coniò il nuovo termine di Volo dell'Angelo.
Nel 1759, però, l’esibizione finì in tragedia: l’acrobata si schiantò al suolo tra la folla inorridita. Probabilmente a causa di questo grave incidente, l’evento fu vietato. Da questo momento il programma si svolse sostituendo l’acrobata con una grande colomba di legno che nel suo tragitto, partendo sempre dal campanile, liberava sulla folla fiori e coriandoli e divenne, quindi, il Volo della Colombina.
Dall’edizione del 2001, però, si è deciso di ristabilire la formula tradizionale del Volo dell’Angelo, sostituendo la Colombina con artisti in carne ed ossa che, lungo il medesimo tragitto, si fanno lentamente calare a terra sospesi nel vuoto. Per lo più vengono scelti personaggi più o meno noti in vari campi: nell'edizione del 2008, ad esempio, l'Angelo è stato interpretato dal rapper Coolio (nell'immagine).
I Galani (o Crostoli)
Probabilmente, tra tutti i dolci di carnevale veneziani, i galani, detti anche crostoli, sono i più diffusi. La ricetta, nonostante qualche piccola variante locale, è basilarmente la stessa di altri dolci noti come frappe, bugie, chiacchiere e tutta l'altra moltutudine di nomi a seconda della regione in cui ci troviamo.
Probabilmente derivano tutti dalle le antiche frictilia dei Romani, che venivano fatte con la stessa pasta delle lasagne e poi fritte nel grasso di maiale durante le feste di primavera.
Il motivo per cui a Venezia questi dolci abbiano due nomi, crostoli o galani, è dovuto dalle forme con il quale viene confezionato. I crostoli, infatti, presenti soprattutto nella terraferma veneziana, sono quasi rettangolari. I galani, invece, tipici della città di Venezia, seppure confezionati con la medesima ricetta, sono delle strisce di pasta tagliata in forma di nastro, lunghe o corte, prima di essere immerse nel grasso bollente.
Ingredienti
500 g di farina;
2 rossi d’uovo;
1 uovo intero;
30 g di burro;
1 pizzico di sale;
1 cucchiaio di zucchero vanigliato;
1 bicchiere di vino bianco (o 1 bicchierino di grappa);
olio (o strutto) per friggere;
zucchero a velo.
Procedimento
Mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare la pasta un’ora. Tiratela molto sottile e ritagliate con la rotellina scanellata dei nastri, lunghi o corti, a piacere. Friggeteli in abbondante olio bollente (o strutto). Appena avranno preso una colorazione dorata, scolateli, asciugateli con la carta assorbente e spolverizzateli di zucchero a velo. Serviteli freddi.
lunedì, 09 febbraio 2009
Il Carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica nel periodo di tempo immediatamente precedente alla Quaresima. Ciononostante, i caratteri della celebrazione carnevalesca hanno origini in festività ben più antiche, come le dionisiache greche e i saturnali romani, che erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.
Anche il Carnevale di Venezia, molto antico, trae origine dall'annullamento di ogni forma di appartenenza personale a classi sociali, sesso, religione. Indossando maschere e costumi era (ed è tuttora) possibile celare totalmente la propria identità ed ognuno poteva stabilire atteggiamenti e comportamenti in base ai nuovi costumi ed alle mutate sembianze.
Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente la Quaresima.
In quest’epoca, e per molti secoli che si succedettero, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti talvolta venivano fatti cominciare già i primi giorni di ottobre.
La Bauta
Uno dei travestimenti più comuni dell'antico Carnevale veneziano, in voga soprattutto a partire dal XVIII secolo,ma indossato anche nel Carnevale moderno, è sicuramente la Bauta. Questa maschera, indossata sia da dagli uomini che dalle donne, è costituita da una particolare maschera bianca, dal tipico copricapo tricorno nero e completata da un avvolgente mantello scuro chiamato tabarro. La bauta era l'ideale per garantire l'anonimato e veniva usata, per questo, anche in altre feste e negli incontri galanti.
Il Bellini
Una bevanda molto tipica che si può trovare in vendita in questa occasione nei molti stand sparsi per la città, soprattutto in Piazza S.Marco, è il cocktail Bellini (oltre al
vin brulè, già citato in questo sito).
Inventato dal proprietario dell'Harry's bar di Venezia Arrigo Cipriani nel 1948 e dedicato al pittore Giovanni Bellini, è diventato molto comune in tutta italia e nel mondo. La realizzazione originale prevede questi ingredienti: Prosecco e polpa di pesca bianca matura.
La pesca si sbuccia e si taglia a spicchi, quindi si frulla con del ghiaccio tritato. Si filtra il succo e si versa in un bicchiere flûte aggiungendo il Prosecco ben freddo, mescolando delicatamente.
Le Frìtole
Le frìtole sono un dolce tipico immancabile nelle tavole veneziane durante il periodo di Carnevale (e
non solo). Nel tempo ha subito svariati mutamenti. Ad esempio, in origine era farcito con uvetta, ma non con i pinoli; inoltre, venivano avvoltolate nello zucchero dopo la cottura, ma l'impasto non era zuccherato. Ricette diverse tra loro si possono trovare ancora oggi. Le frìtole acquistate in pasticceria spesso sono ripiene di crema o di zabaione, ma queste, seppure buonissime, non sono propriamente frìtole, ma una sorta di mix, in quanto hanno l'impasto delle frittelle, ma in realtà sono più simili a bignè.
Ingredienti
400 g di fior di farina;
100 g tra uvetta e pinoli;
60 g di zucchero;
2 uova;
30 g di lievito di birra;
1 bicchiere di latte;
1 pizzico di sale;
1 scorza di limone grattugiata;
olio (per friggere).
Preparazione
Si lava l'uvetta e la si mette in ammollo nell'acqua calda per farla rinvenire. Si mette la farina in una terrina con un po' di latte, le uova, lo zucchero e si fa un impasto morbido. Si aggiungono il sale e il lievito (sciolto in acqua calda), quindi si uniscono all'impasto l'uvetta e i pinoli. Si mescola bene per amalgamare e si mette a lievitare.
Quando l'impasto si è gonfiato, si versa nell'olio bollente una cucchiaiata alla volta, voltando e rivoltando le frìtole perchè siano ben cotte da tutte le parti. Si tolgono quando il loro colore è di un bel marrone chiaro, si scolano e si passano sulla carta assorbente. Prima di servire si cospargono di zucchero.
Varianti: si può aggiungere all'impasto un bicchierino di grappa e un pizzico di cannella in polvere.
(Da Magna e bevi che la vita xé un lampo! di Espedita Grandesso)
lunedì, 09 febbraio 2009
Vista la mia passione per la cucina etnica, ieri mi sono procurata un paio di libriccini di Anne Wilson: Cucina Tailandese e Cucina Indonesiana. Le Edizioni Gribaudo stampano tutta una serie di piccoli e pratici libri (più che altro fascicoli) di cucina etnica, molto economici (2 Euro circa), ma ricchi di ricette illustrate e spiegate bene. Sfogliando quello tailandese, mi sono imbattuta in questo antipasto sostanzioso e, poichè avevo già a casa la polpa di granchio, ho deciso di cimentarmi a farlo.
CREMA DI GRANCHIO
Ingredienti (per 4-6 persone)
200 ml di crema di cocco;
300 g di polpa di granchio fresca in scatola o surgelata;
1 pizzico di sale;
2 cipollotti tagliati finemente;
2 cucchiai di coriandolo o menta tritati;
pepe bianco;
1 cucchiaio di succo di limone;
1 peperoncino verede fresco tritato (privato dei semi);
verdure a scelta tagliate a bastoncini (carote, peperoni, sedano, eccetera).
Preparazione
Fate cuocere in un pentolino la crema di cocco e la polpa di granchio condita con un pizzico di sale per 5 minuti. La crema di cocco non deve bollire, altrimenti si separa. Quindi fatela cuocere a fiamma moderata, mescolando spesso.
Dopodichè aggiungete gi altri ingredienti (eccetto le verdure), pepate e mescolate energicamente.
Raffreddate e trasferite la crema in ciotoline. Servite con le verdure tagliate a bastoncini e sistemate in un vassoio.
lunedì, 09 febbraio 2009
I funghi secchi sono una delle manie della scrivente. Una vera delizia, secondo me. Beccatevi 'ste due ricette semplici e gustose.
N.B.: Per far rinvenire i funghi secchi, si sciacquano e si mettono ammollo per mezz'ora ca. in una miscela di acqua e latte.
SCALOPPINE CON FUNGHI E PISELLI
Ingredienti (per 4 persone)
8 scaloppine;
20 g di funghi secchi trombette d'autunno;
1 scatola di piselli;
1 cipolla piccola;
1/2 bicchiere di brodo;
1/2 bicchiere di latte;
1/2 bicchiere di vino bianco;
panna liquida;
olio d'oliva;
farina;
sale e pepe.
Preparazione
In una padellina soffriggere la cipolla. Quando è dorata aggiungere i funghi rinvenuti, il brodo e il latte. Cuocere per una ventina di minuti, poi aggiungere i piselli. Cuocere un altro minuto, poi spegnere il fuoco e coprire con un coperchio. Passare le scaloppine nella farina e cuocerle in un po' d'olio, quindi sfumare con il vino vianco. Quando è evaporato, aggiungere la panna e il condimento. Sale e pepe a piacere.
VOL AU VENT AI FUNGHI

Ingredienti (per 2 persone)
20 g di funghi secchi trombette d'autunno;
1 scalogno (o 1 spicchio d'aglio);
1 bicchiere di acqua e latte;
panna liquida;
6 vol au vent;
prezzemolo tritato;
olio d'oliva;
sale e pepe.
Preparazione
Rosolare lo scalogno (o uno spicchio d'aglio) in un po' d'olio. Aggiungere i funghi rinvenuti e la miscela di aqua e latte. Quando si asciugano, aggiungere la panna liquida e il prezzemolo tritato. Sale e pepe a piacere. Riempire con questo composto 6 vol au vent e scaldarli in forno già caldo (o in una pentola a campana) per un paio di minuti.
Musica abbinata: